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LA STAMPA – 26.08.2010 

Tessera del tifoso: ultras contro Maroni, è il caos!

(…) Intanto domenica prende il via il campionato e la confusione per la tessera del tifoso è tanta, tifosi della Lazio e del Napoli hanno riscontrato moltissimi problemi per un ritardo nella stampa della carta magnetica, infatti questi tifosi come altri, potranno avere accesso a settori ospiti o locali esibendo il tagliando di richiesta della tessera o l'abbonamento accompagnato da carta d'identità.
Un fine settimana che minaccia di essere ad alta tensione, infatti le proteste degli ultras sono attese fuori ad ogni stadio italiano, perchè come è bene ricordare la tessera “teoricamente” impedisce ad alcuni soggetti definiti pericolosi di non entrare allo stadio, ma all'esterno all'arrivo dei tifosi avversari ora possibile dal provvedimento, i “pericolosi” potranno esserci. E' questo il timore degli scettici: la tessera del tifoso, non ha abolito il fenomeno della violenza negli stadi, l'ha semplicemente spostata.
La tradizione ultras nel nostro paese è lunghissima ed è parere di molti che una carta magnetica difficilmente fermerà il fanatismo, la passione di alcune persone. Abbiamo visto anche in altri paesi il risultato dei provvedimenti repressivi nel calcio: in Inghilterra, dove i tifosi sono praticamente in campo è raro vedere una scazzottata allo stadio, ma nelle stazioni delle metropolitane, nei luoghi isolati gruppi di hooligans si danno appuntamento per darsele di santa ragione. In Polonia, nonostante la Polizia sia molto severa si contano circa 30.000 aggressioni nella sola Cracovia durante tutto l'anno, tra tifosi di sole due squadre. In Olanda, dove sono stati spese ingenti somme per la sicurezza negli stadi, dove l'ingresso ai settori ospiti è collegato a grandi tunnel che incanalano i supporters già dalla stazione, si è diffuso l'uso di piccoli ordigni per colpire i rivali. Insomma, pare proprio che più c'è repressione e più c'è il pericolo che la violenza si diffonda nelle nostre città già martoriate dalla criminalità.
Le critiche alla tessera, oltre ad essere arrivate dalla Fifa e dalla UEFA (infatti per le gare europee non vale), fioccano anche da personaggi di spicco: per Zdenek Zeman, già allenatore della Roma e oggi in pista con il Foggia, la tessera del tifoso “è tutto business”. Claudio Amendola, romanista doc, la boccia come “discriminatoria e inutile”.
Lo stesso sistema di “schedatura”, minaccia secondo molti la privacy del possessore della tessera, infatti questa funziona con un microchip a radiofrequenza. Lì dentro sono contenuti i dati identificativi. All'ingresso nello stadio, avvicinando la card ai lettori dei terminali mobili, verranno rilevate in tempo reale tutte le informazioni necessarie a verificare la validità del titolo di ingresso.
Insomma a poche ore dal fischio di inizio, c'è ancora tanta confusione, proteste, tessere false, stewart confusi su chi far entrare e chi no, ritardi, dichiarazioni pro e contro, tante persone che stanche o arrabbiate hanno deciso di non abbonarsi mentre i proprietari delle televisioni a pagamento fanno i conti con i grandi aumenti di vendite, benedicendo la "Tessera del tifoso". Aniello Maria Mormile 26.08.2010

 

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1 commento
Jungleland
27/08/10
ma tu guarda che strano,le pay tv aumentano gli introiti...chi è il proprietario di mediaset?chi è a capo del governo che ha inventato questa tessera del tifoso?
ma che bizzarra coincidenza,vero?
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